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A tu per tu con Mirko Ferrari

ebquadro cura dai primi anni 2000 la comunicazione sul web di Mirko Ferrari, dal 2004 Osteopata Professionista che svolge la propria attività in vari studi, oltre a dedicarsi all’insegnamento della sua disciplina.

Ecco un breve “faccia a faccia” per conoscere al meglio questa attività ed il modo in cui il ruolo di ebquadro ha aiutato il nostro Cliente affiancandolo nel proprio business.

Buongiorno Mirko, una breve presentazione di te stesso:

buongiorno Enrico (Bondi, titolare di ebquadro – ndr). Nel 1995 conseguo il diploma di Terapista della Riabilitazione, quello che oggi viene chiamato fisioterapista. Il mio “pallino” è però sempre stato quello di lavorare nel privato e crearmi un’attività personale. Per questo motivo non ero completamente soddisfatto di come il paziente veniva inquadrato dal punto di vista fisioterapico.
Nel 1998 decido di iscrivermi ad una scuola di osteopatia (Siotema, per la quale ora fornisco attività di docenza), frequentandola part time per 6 anni, e conseguendo il diploma nel 2004 di Osteopata.
Nel frattempo, nel 1995 avevo già aperto un mio studio privato a Sant’Alberto, in provincia di Ravenna, dove tuttora svolgo la mia attività, in contemporanea allo studio di Via Bovini a Ravenna ed appoggiandomi al centro Physiomedica di Faenza, sempre in provincia di Ravenna.

Mirko, come si evince dalla tua biografia presente nel sito web, sei stato diciamo “un precursore” ad intraprendere il passaggio dalla fisioterapia all’osteopatia in tempi “non sospetti”. Da dove è nata la tua convinzione e sopratutto al giorno d’oggi, dopo aver vissuto l’affermazione di questa medicina alternativa olistica, come ritieni di aver raggiunto una posizione di vantaggio rispetto ai tuoi colleghi più “recenti”?

Diciamo che l’esperienza è quella che fa la differenza. L’averci creduto e l’aver sposato da subito questa disciplina, che si basa sulla conoscenza dell’anatomia e della fisiologia e che ti dà la possibilità di inquadrare il paziente globalmente, hanno fatto il resto.
Anche se i miei colleghi più “recenti”, per usare le tue parole, una volta portato a termine con passione un iter di studio valido e lavorando secondo i canoni osteopatici, sicuramente sono da ritenere validi professionisti.

” Diciamo che l’esperienza è quella che fa la differenza …”

La tua preparazione e la tua costante ricerca di apprendimento ed aggiornamento in questo settore, insieme ti hanno regalato anche la possibilità di “insegnare l’osteopatia”: questo ha consentito sicuramente di migliorarti professionalmente. Cosa ne pensi quindi dell’attività didattica?

Insegnare è una delle cose più belle che abbia potuto fare, Enrico. Ti mette costantemente in discussione dal punto di vista professionale: “Sei sicuro che quello che dici sia corretto?”, “Potresti dirlo in maniera migliore?”, “Hai compreso realmente?”, “Però questa cosa potrebbe essere migliore così …”, sono solo alcune delle domande che ti poni mentre crei una lezione. E tutto ciò genera una crescita enorme, non solo dal punto di vista professionale: anche dal lato umano. Gli allievi, anche se indirettamente, sono i tuoi primi insegnanti: fanno parte della tua vita e tu della loro.

Prova a spiegare in poche parole a chi si rivolge l’osteopatia:

Spiegarlo in poche parole non è sicuramente semplice, ma posso provarci: diciamo che l’osteopata può trattare pazienti da 0 a 100 anni di età.
Consulta l’osteopata la mamma con il neonato che soffre di coliche gassose, reflussi gastrici, torcicolli miogeni, atteggiamenti viziati, etc … Oppure la mamma con il bimbo che deve compiere un trattamento ortodontico per evitare squilibri posturali che possono portare altrimenti all’uso dell’apparecchio. Ma anche per aiutare lo stesso ortodontista, in quanto unico specialista che si occupa del trattamento cranio sacrale, il primo interessato dal lavoro. E non per ultimo, anzi nella stragrande maggioranza dei casi, gli adulti che soffrono di vari tipi di dolore: dalle cervicalgie alle lombalgie, dalle gonalgie o coxalgie, agli esiti traumatici. L’osteopata collabora con l’ortottista o l’optometrista per problematiche viso/posturali, con i ginecologi e gli ostetrici per i dolori conseguenti a squilibri viscerali uro genitali, tratta le donne in gravidanza per i dolori che possono insorgere durante i cambiamenti posturali e per aiutarle ad eseguire il parto nel miglior modo possibile.
Lo strumento principale dell’osteopata è la sua mano: agisce attraverso manipolazioni che non sono dolorose.

” … l’osteopata può trattare pazienti da 0 a 100 anni di età … agisce attraverso manipolazioni che non sono dolorose …”

Quali evoluzioni sei in grado di prevedere per l’osteopatia del futuro, in base alla tua esperienza ed alla tua presenza sul campo, e cosa ti piacerebbe al tempo stesso che le persone percepissero di questa branca della medicina alternativa?

Siamo in un periodo molto complicato per l’osteopatia, ti devo confessare. Dopo anni di lotta è arrivato il riconoscimento come professione sanitaria, collocata però in un campo che fa storcere il naso a molti (me compreso), ossia quello della prevenzione: sappiamo tutti che quando l’osteopata si prende cura del paziente lo fa anche e soprattutto nel momento in cui il paziente presenta la problematica e ci consulta. Sicuramente ha anche un “potere preventivo” che non trova molti eguali nella medicina: penso soprattutto ai piccoli pazienti. Sono infatti quasi 10 milioni attualmente gli italiani che hanno scelto questa metodica per curarsi.
Il prossimo passo sono leggi attuative e il riconoscimento dei titoli pregressi.
Per il futuro mi augurerei che si placasse la “vena diffamatoria o dissacratoria” contro l’osteopatia e al tempo stesso che si smettesse di trasmettere informazioni fuorvianti e non veritiere.
Sono oramai molte le pubblicazioni scientifiche che confermano l’efficacia dell’osteopatia.
Noi osteopati, insieme a medici, medici specialistici e fisioterapisti possiamo e dobbiamo collaborare se il bene comune è il benessere del paziente.

Tu sei stato uno dei primi a credere all’importanza di trasmettere le informazioni, la storia e la disciplina attraverso i canali più attuali, fra i quali naturalmente il web: credi che questa scelta abbia avuto un impatto positivo sulla tua attività fin dall’inizio?

Sicuramente sì.
Lavoriamo nel privato e la soddisfazione massima arriva dal paziente che esce dal tuo studio senza più problematiche. Non occorre però dimenticare che lavoriamo anche per il compenso economico: è il nostro lavoro e ci permette di vivere. E oggi non si può più fare a meno dei canali social o di un sito web, anche se in molte fasce d’età (vedi i giovani – ndr) sono i primi a dettar legge.
Noi ci siamo conosciuti oramai tanti anni fa (con ebquadro – ndr) e per me è stato sempre un lavoro proficuo.

Nell’arco degli anni hai evoluto la tua comunicazione online proponendo strumenti sempre più aggiornati ed intervenendo anche in ambito social: hai avuto un riscontro positivo di questa esperienza e, soprattutto, quale importanza vedi nel trasmettere costantemente informazioni ed esperienze al pubblico del web?

Vedi Enrico, quando osservi le persone per strada o in una sala d’attesa, o in un qualsiasi momento di pausa cosa noti? Il 90% ha lo smartphone in mano e naviga o consulta canali social. Questo lo dice lunga: quando hai un messaggio da far conoscere cosa c’è di meglio oggi? Il web è oramai miscelato alla nostra vita, ne fa parte, anche con tutti gli aspetti negativi del caso. Come se vivessimo in una realtà parallela, alla Matrix per intenderci (film precursore di fantascienza – ndr). E se in questa realtà parallela è il tuo nome che compare per primo, il ritorno non può che essere proficuo. Se poi non fa seguito serietà, professionalità e risultati positivi, non c’è sito web o canale social che tenga. Prima di tutto devi essere un uomo vero, poi un osteopata vero. E poi qualche aiuto dal web e dai social non guasta.

” … oggi non si può più fare a meno dei canali social e di un sito web … devono fare seguito però la serietà, la professionalità ed i risultati positivi …”

Hai trovato dal punto di vista della comunicazione un partner valido in ebquadro o, meglio, hai trovato nel partner scelto un affiancamento in grado di soddisfare le tue esigenze, di aiutarti a elaborare e filtrare le tue richieste trasformandole in strumenti digitali concreti, un “business partner” vero e proprio, come si suol dire?

Questa Enrico è una domanda di cui conosci già la risposta. Sicuramente ebquadro mi ha preso per mano ed accompagnato fin dai tempi che furono. Non ricordo esattamente la prima volta che ti contattai, sono passati svariati anni. Penso che un qualsiasi Cliente di un qualunque settore troverebbe in te e nel tuo studio le soluzioni che cerca perchè, come sottolineo per la mia esperienza personale, hai sempre “parlato con la stessa lingua” di chi ti interrogava alla ricerca di soluzioni concrete.

Come pensi che si evolverà l’osteopatia ed eventualmente come pensi che si evolverà il modo di trasmettere la sua efficacia al grande pubblico?

A questa domanda ho in parte già risposto precedentemente: spero che l’osteopatia smetta di essere considerata una medicina alternativa non riconosciuta, anche perchè attualmente possiede un vero e proprio riconoscimento sanitario.
Attualmente arrivano in studio un numero crescente di pazienti inviati da medici di condotta o specialisti di ogni settore: ortopedici, ginecologi, pediatri, etc … Questa è una grande conquista.
Per quel che riguarda l’efficacia dell’osteopatia, per chi nutrisse ancora qualche dubbio, basterebbe interrogare la maggior parte dei pazienti che si sono rivolti a noi: mi ripeto, sono quasi 10 milioni e un motivo ci sarà!